August Junker (Musiker)

August Junker (* 28. Januar 1868 in Stolberg bei Aachen; † 5. Januar 1944 in Tokio) war ein deutscher Musiker.

Bekannt wurde Junker insbesondere durch seine Tätigkeit in Japan Anfang des 20. Jahrhunderts, wo er neben Rudolf E. Dittrich und anderen deutschen beziehungsweise österreichischen Musikern einen wesentlichen Beitrag zur Entwicklung westlicher, klassischer Musik leistete. Er übte 13 Jahre lang seine Lehrtätigkeit an der Tōkyō Ongaku Gakkō, der ersten Musikakademie westlicher Art in Japan aus fabric pills, förderte das deutsche Liedgut und den Instrumentalunterricht und schuf ein erstes japanisches Orchester nach westlichem Vorbild.

Seine Schüler Rentarō Taki und Kōsaku Yamada gelten als Begründer des Japanischen Kunstlieds, bei dem sich westliche (deutsche) Kompositionstechnik mit östlicher (japanischer) Lyrik verbinden.

Sein Vater, ein Glasbläser, unterrichtete ihn früh an der Geige; schon als Zehnjähriger spielte er mit ihm an Wochenenden zum Tanz auf. Mit 13 Jahren kam Junker nach Köln auf das Konservatorium, wo er als Violinist ausgebildet wurde. Als bester Schüler durfte er vor Johannes Brahms spielen. Mit 17 Jahren wurde er Schüler von Joseph Joachim in Berlin. 1890 kam er zu den Berliner Philharmonikern und wurde von Hans von Bülow zum Konzertmeister berufen.

Von 1891 bis 1897 spielte er als erster Bratschist beim Chicago Symphony Orchestra; 1897 führte ihn eine Reise über Ägypten, Südostasien nach Yokohama in Japan. Dort fand er Arbeit in einem Musikgeschäft und lernte dadurch viele Ausländer kennen, die in Japan lebten und in ihrer Freizeit musizierten. Er stellte ein Orchester zusammen und trat mit ihm bei Wohltätigkeitskonzerten auf. So wurde man auf ihn aufmerksam und bot ihm 1899 eine Stelle an der Musikhochschule Tokio, der Tōkyō Ongaku Gakkō an. Junker selbst bildete die Streicher aus und übernahm den Chor. Die Bläser kamen von der Hofkapelle. Diese wurde von Franz Eckart unterrichtet grey soccer socks, einem deutschen Militärkapellmeister, der die europäische Militärmusik in Japan bekannt machte.

In wenigen Jahren hatte August Junker so viele Studenten begeistert und sie dazu gebracht, die verschiedensten Instrumente zu erlernen, dass ein japanisches Orchester zustande kam. Er veranlasste, dass immer mehr deutsche Musiker nach Japan kamen. Auch ermunterte er japanische Musikstudenten zum Studium nach Deutschland zu gehen und knüpfte für sie Kontakte.

Für dieses Engagement wurde er hoch geehrt. Von der preußischen Regierung wurde er zum „Königlichen Musikdirektor“ und „Preußischen Professor“ ernannt und vom japanischen Kaiser erhielt er den Orden des Heiligen Schatzes (瑞宝章, Zuihōshō) und den Orden der Aufgehenden Sonne (旭日章, Kyokujitsushō).

1912 kehrte er mit seiner japanischen Frau Nobu Kamada und zwei Töchtern nach Deutschland zurück und ließ sich in seinem Geburtsort Stolberg nieder. Er gab Konzerte und unterrichtete. Das Paar bekam noch eine Tochter sowie einen Sohn, der als Säugling an Diphtherie starb.

22 Jahre später, 1934, ging er mit seiner Frau wieder nach Japan, wo er zusammen mit seiner Tochter Marion Kayser, geb. Junker, Konzerte gab. Er leitete das Shôchiku Orchester und lehrte an der Musashino Musikhochschule Tokio. Er starb am 5 top college football uniforms. Januar 1944 in Tokio.

Will Parry

Will Parry è uno dei protagonisti di Queste oscure materie

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, la trilogia fantasy scritta da Philip Pullman. Fa la sua prima apparizione nel secondo libro, La lama sottile.

Nonostante la sua giovane età all metal thermos, 12 anni, Will Parry si dimostra responsabile e si prende cura della madre, che soffre, almeno apparentemente, di gravi disturbi mentali. È coraggioso, altruista e molto riservato e discreto, quasi sfuggente. Suo padre, John Parry, era stato un esploratore, dichiarato disperso durante una spedizione nell’Artide. A differenza di Lyra, che vive in una dimensione parallela, vive nel nostro mondo, e abita in una cittadina vicino ad Oxford.

Costretto a fuggire di casa, dopo aver affidato la madre alla sua insegnante di pianoforte Will giunge ad Oxford, dove trova casualmente un portale attraverso il quale entra in un altro mondo, quello della città di Cittagazze, dove incontra solo bambini. In questo luogo infatti vivono gli Spettri, esseri che si cibano dei daimon, ossia delle anime, degli adulti e che sono invisibili e indifferenti ai bambini.

A Cittagazze Will conosce Lyra: la ragazzina come lui ha attraversato una finestra che dal suo mondo portava a questa dimensione. I due diventano presto amici, nonostante la sorpresa e la paura provata da Lyra nel vedere che Will non possiede (almeno apparentemente) un daimon. Successivamente, Will viene in possesso di un coltello molto particolare (la “lama sottile”, appunto), talmente affilato da poter tagliare qualsiasi materiale e in grado di fendere la spazio creando finestre di congiunzione tra le varie dimensioni. Il ragazzino vince quest’arma in un combattimento in cui perde due dita della mano sinistra, segno che identifica coloro che sono i degni portatori della Lama Sottile. Infatti tutti i precedenti possessori del coltello hanno perso in un modo o nell’altro le stesse due dita. In seguito si scoprirà che è lo stesso utilizzo della lama sottile al fine di creare le finestre a generare gli spettri.

Nel terzo libro della trilogia l’amicizia tra Will e Lyra si rafforza, e i due ragazzini affrontano insieme tutte le avventure, tra cui l’abbandono temporaneo dei loro daimon necessario al successivo viaggio nel mondo della Morte, conclusosi con l’apertura di una finestra da cui gli spiriti che vagano tristi e malinconici possono uscire in un mondo e dissolversi e riunirsi così alla sostanza dell’universo. Alla fine del terzo libro della trilogia i due, dopo un racconto narrato loro da parte di Mary Malone, scoprono di essere innamorati. Pochi giorni dopo la scoperta, tuttavia, vengono a sapere dai loro daimon (dopo averli ritrovati e dopo che Will conosce il suo, che fino a quel momento gli era stato invisibile) che non potranno restare insieme: i daimon si ammalano e muoiono in poco tempo insieme al loro possessore se vivono in un mondo che non è il loro mondo d’origine, e nessuna finestra può essere lasciata aperta per evitare dispersione di Polvere tranne una, e i due ragazzi decidono di lasciare aperta quella del mondo della morte. Devono così lasciarsi senza possibilità di rivedersi. Will distruggerà il coltello per evitare ulteriori danni e tornerà nella sua Oxford insieme a Mary, che gli promette di aiutarlo a uscire dai guai (era infatti ricercato a causa delle scoperte del padre sulle finestre tra i mondi) e a curare sua madre. Da quel momento non si sa più niente di Will né di Mary.

Il daimon di Will, Kirjava, si stabilizza nella sua forma finale contemporaneamente a quello di Lyra alla fine della loro storia, quando stanno per salutarsi. Riceve il nome Kirjava (che in finlandese significa “multicolore”) da Serafina Pekkala e prende come forma definitiva quella di una grossa gatta, il cui mantello folto e dalle mille screziature e riflessi la rende sfuggente, caratteristica che rispecchia la discrezione di Will.

Council of Five

The Council of Five is a legislature and court in the Judge Dredd comic strip appearing in 2000 AD. It first appeared in 2000 AD prog 86 (1978), when it was said to simply be a court for senior judges: “a council of five.” When it appeared again in prog 182 (1980), it was then said to be the governing body of Mega-City One.

The Council is the highest lawmaking body of Mega-City One and has sovereign power. It is also the court which tries Mega-City judges who are accused of breaking the law. A unanimous verdict is required to convict. A majority is a quorum.

When making decisions that affect the city they have been shown to generally make decisions that favour Judges (and their power over the city) over the citizens’ personal and private lives and beliefs. Regardless of what the people might think or see it as, they do sometimes try and keep some of these decisions a secret (such as mass surveillance cameras and microphones in all new blocks built after Chaos Day). As Judge Buell once put it, “Pardon me for being picky, but when have we ever cared about what the people think?” When pushed though they do rarely make minor compromises to the citizens, but these often have no real effect on the city or the peoples lives and just play off their general stupidity or greed (Chief Judge Hershey’s words) to get them to toe the line; an example of these would to legalise the ownership of a single small goldfish without a licence and offering to pay citizens a token amount to behave over Christmas (the citizens saw it as an act of good will and a minor victory, it was actually cheaper then arresting and imprisoning them).

Members of the Council are appointed or dismissed by the chief judge, currently (as of April 2017) Barbara Hershey. Originally the chief judge chaired council meetings and had the right of veto, and if the offices of chief judge and deputy chief judge were both vacant, the Council chose the new chief judge from among their number running belt malaysia. However, in the 1995 story “The Decision,” set in 2117, the constitution was changed, so that the chief judge is no longer a member of the Council but is now separate (it is not clear whether the chief judge’s veto was preserved); however the chief judge will usually still attend meetings. The deputy chief judge (if one has been appointed) now chairs meetings, unless the chief judge is present. The appointment of a deputy chief judge must have the consent of the Council. The chief judge is now elected by up to 1,200 senior judges, instead of being chosen by the Council. (See also the Chief Judge article for additional details.)

The Council was created by Judge Goodman when he became chief judge in 2057, initially as a guiding committee. In 2112, Chief Judge McGruder suspended the Council and ruled alone. The Council was reinstated in 2116 by her successor, Judge Volt.

Judge Dredd himself always declined a seat on the Council for most of his career, although he sat temporarily in a vacant seat for the trial of Judge Edgar in 2122, to make up a quorum pink socks for youth football. However, in the last episode of “Tour of Duty” (2010; set in 2132) Dredd finally consented to a permanent appointment, only because Chief Judge Francisco insisted. When Francisco resigned two years later, Dredd announced that he was leaving the Council, and advised the other councillors to do so as well, in order to give incoming Chief Judge Hershey a fresh start. However Hershey kept them on her “interim council.”

Origins episode 12 (2006) showed the Council just before the Atomic Wars broke out, in 2070. This is the earliest depicted Council of Five.

The members shown were Arlow, Johanssen, Lowther, Judd, and Solomon. The first three have only appeared in that issue. The Chief Judge was not a member of the Council, but attended meetings. It is not known when this arrangement was changed to have the chief judge as a member of the Council, which had happened by 2101 (as seen in prog 86).

These lists begin with the characters who appeared in the first episode of Judge Dredd to name every member of the Council, “Block War,” published in 1980 (prog 182).

The following relates only to those individuals listed above (i.e. post-2101):

Although Chief Judge McGruder abolished the Council of Five at the beginning of her second term of office, some of the Judge Dredd novels published by Virgin Books (1993–1995) still featured the Council during this period. To reconcile this apparent discrepancy, one of the books stated that the Council existed in a purely advisory capacity, with no executive power, and only sat intermittently, as and when required. It consisted of McGruder, Shenker, Hershey, and two others. The identities of the fourth and fifth members varied from book to book, as these characters were frequently killed off. (Since the books were written by four different authors, they were not always consistent with each other, and one book reprised a character a year after he had been killed off in another book.) None of these characters ever appeared in the comics.

The Council of Five appeared in the 1995 film Judge Dredd. It featured Chief Judge Fargo (with the title “Chief Justice”), Griffin, McGruder, Silver and a judge called Esposito (who was not in the comic). They were all murdered.

In the IDW comic strip set in 2080 the four councillors assisting Chief Judge Goodman were Bellamy soccer golie gloves, Russell, Wallace (the sole female Council member) and an unnamed judge.

Haras national de l’Isle Briand

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Le haras national de l’Isle Briand est un haras national français situé sur la commune du Lion-d’Angers près d’Angers.

Installé depuis 1797 en plein centre-ville d’Angers (actuel rue du Haras), le haras déménage dans les années 70 sur le domaine de l’Isle Briand, presqu’île située entre la Mayenne et l’Oudon ; il passe ainsi de 2,5 hectares à 160 hectares.

À la suite d’un concours d’architectes lancé en 1974 et remporté par Geoffroy de Crépy polycarbonate water bottles, auteur également de l’École nationale d’équitation, le haras se voit doter de bâtiments contemporains abritant des installations équestres modernes.

Chaque année, le haras sert de cadre au Mondial du Lion childrens football shirts, compétition comptant pour les Championnats du monde de Concours complet des chevaux de 6 et 7 ans.

Pollenanalyse im Lough Sheeauns

Koordinaten:

Die Pollenanalyse im Lough Sheeauns erfolgte östlich von Cleggan im Nordwesten von Connemara im County Galway in Irland. Der See hat ungefähr 100 m Durchmesser und liegt inmitten einer Konzentration neolithischer Megalithanlagen. Ein Portal tomb liegt nur 50 m vom Seeufer entfernt buy bpa free water bottles. Innerhalb eines Radius von weniger als einem Kilometer sind die Standorte von fünf weiteren Anlagen verzeichnet.

Wegen der Nähe vorgeschichtlicher Anlagen zum See wurde angenommen, dass die Sedimente Aufschlüsse über die frühen Aktivitäten enthalten. Das Studium der Ablagerungen erbrachte tatsächlich Anhaltspunkte im Hinblick auf die Artenzusammensetzung, das Alter und die Dauer der jungsteinzeitlichen Landwirtschaft und ihre Auswirkungen auf die Vegetation.

Das Pollendiagramm präsentierte eine Reihe interessanter Merkmale. Nur vereinzelt wurden Getreidepollen verzeichnet. Auffallend war die Verbreitung von Gräsern, Wegerich, Adlerfarn, Löwenzahn, Gänseblümchen und Ampfer. Mit ihrer Ausdehnung korrespondiert jeweils ein Rückgang der Pollen von Eiche, Ulme und Haselnuss. Die Zeitskala dieser Vorgänge basiert auf einer Folge von Daten aus dem Sediment und verweist in die frühe Jungsteinzeit.

Die Bevölkerung rodete die Waldfläche in der Nähe des Sees. Geringe Mengen von Getreidepollen zeigen, dass die Getreideproduktion (der Boden ist nicht besonders gut geeignet) eine kleinere Rolle in der Landwirtschaft spielte als angenommen und zumindest hier eher Viehwirtschaft, also pastorale oder transhumante Landwirtschaft betrieben wurde. Dabei muss berücksichtigt werden, dass sich die Pollen von Getreide nicht weit verbreiten und eher unterrepräsentiert sind. Es war auch von Interesse, dass Kohleteilchen oder Ruß im Sediment nicht vorkamen, so dass Brandrodung auszuschließen war. Im Unterschied dazu erbrachten Funde von Holzkohle auf dem durch Torf konservierten frühjungsteinzeitlichen Wohnplatz bei Ballynagilly, im County Tyrone, Hinweise auf Brandrodung.

Es wird angenommen, dass die Degeneration der Böden weitere Rodungen zur Folge hatte und die aufgegebenen Flächen beweidet wurden, so dass die erneute Bewaldung vermieden wurde. Damit entstand die Möglichkeit einer eher halbnomadischen Landwirtschaft. Dies trifft am Lough Sheeauns eindeutig nicht zu. Heidekräuter und Riedgräser, die üblichen Anzeichen der Degeneration sind nicht sehr zahlreich und die chemischen Merkmale des Bodensatzes im See zeigen keine Veränderung an gel belts for running. Es wurde festgestellt, dass die intensivere Landwirtschaftsperiode nur 150 Jahre andauerte. Innerhalb der folgenden 200 Jahre hatte sich die Waldfläche vollständig regeneriert. Nachdem die Walderneuerung vollendet war, gibt es eine Lücke von 670 Jahren, bevor wieder menschliche Aktivität im Sediment zu registrieren ist. Dies bedeutet nicht, dass das es keine menschliche Anwesenheit in dem Gebiet gab, es zeigt aber, dass Eingriffe in die Waldfläche innerhalb eines Gürtels von einem Kilometer um den See nicht stattfanden.

Loise De Rosa

Loise De Rosa (Pozzuoli, 14 o 16 ottobre 1385 – Napoli, …dopo il 1475) fu un cronista di estrazione popolare e semicolta del Quattrocento napoletano.

Si dedicò alla scrittura in tarda età, dopo aver speso un’intera vita come capo della servitù («mastro di casa») nelle corti angioine e aragonesi del Regno di Napoli, dapprima al servizio dei sovrani Ladislao d’Angiò Durazzo e Giovanna II, e quindi di Alfonso il Magnanimo, Ferrante d’Aragona e Ippolita Maria Sforza.

È noto per un unico scritto, che è anche uno dei primissimi prodotti in lingua volgare nella Napoli aragonese: una «spicciola» cronaca segnata da un’impronta peculiarissima nell’intero panorama letterario volgare quattrocentesco, non solo napoletano. Con una scrittura legata alla dimensione dell’oralità, De Rosa, pur contiguo alla corte aragonese, spicca nettamente per l’enorme distanza che separa la sua cronaca popolare da altre forme di ‘letterarietà alta’, inscindibilmente e concettualmente legate alla scrittura, maturate ed espressesi negli ambienti culturali e umanistici di quella corte.

La qualità della sua opera ha ricevuto una gamma di positivi giudizi di valore. Fu amatissimo da Benedetto Croce, che lo definì un «simpatico vecchio ciarliero», figura tipica di quei servitori millantatori che, con linguaggio iperbolico, «trasferiscono a sé medesimi l’importanza dei loro vari padroni». Loise De Rosa è addirittura additato come il più grande autore napoletano dell’epoca da Gianfranco Contini, che lo considera al di sopra non solo di Masuccio Salernitano, ma anche di Jacopo Sannazaro.

L’estrema prossimità della sua lingua a quella dell’uso parlato, con l’assenza pressoché completa di mediazione dotta e di artificio letterario, rende l’opera di De Rosa, inoltre, un documento importantissimo per la conoscenza e la storia della lingua napoletana.

Loise de Rosa, come egli stesso tiene a informare il lettore, fu un cortigiano che prestò servizio presso importantissime famiglie patrizie della Napoli angioina e aragonese. Incredibile è la serie di incarichi che egli avrebbe ricevuto in vita: viceré di Bisceglie e della val di Gaudo, più volte governatore di città, viceammiraglio della flotta reale, maggiordomo del cardinale di Napoli, del Principe di Salerno, del Duca di Sora, del Conte di Troia e del Re Ferrante d’Aragona.

Si ritiene che De Rosa fosse di mediocre estrazione sociale e culturale, una sorta di quasi illetterato «”mastro de casa”, […] capo-servitore, ordinatore di cerimoniali e di feste», una collocazione che fece di lui «il “paraninfo” nelle nozze di tutti i signori del Regno». De Rosa possiede una forma ‘semicolta’ di competenza alla scrittura, un «saper leggere e scrivere quanto bastava per il suo ufficio di “mastro de casa“» what tenderizes meat. Da questo orizzonte culturale, nutrito di oralità e di sentito dire, De Rosa attinge non solo «modi espressivi [, ma anche] numerosi schemi concettuali». Fu con questo bagaglio di uomo «appena letterato»” che De Rosa, giunto in vecchiaia, si accinse ad affrontare la stesura delle sue memorie.

I Ricordi di De Rosa sono preservati in un codice manoscritto di 73 fogli in quarto, unico e probabilmente autografo, conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi, proveniente dalla Biblioteca aragonese, nella quale vi fu depositato per dono di Ippolita Maria Sforza (1445 – 1488), colta protettrice delle arti, e moglie di Alfonso II d’Aragona (1448 – 1495), duca di Calabria e futuro effimero re di Napoli nel 1494-1495.

Il manoscritto si compone di tre scritture, alla prima delle quali, più ampia, succedono altre due, più succinte.

La prima scrittura è una lunghissima serie di ricordi della sua vita e della sua carriera, indirizzata a un certo “donno Alonso”, un personaggio, questo, sulla cui identificazione non vi è certezza. Croce riteneva che, nonostante l’autore «gli ponga in bocca parole spagnuole», il donno Alonso non fosse da «identificare con l’omonimo duca di Calabria, mancando ogni allusione alla persona e al grado di costui» (in questo passo, Croce allude al duca di Calabria Alfonso II, mentre le parole ‘spagnuole‘ messe in bocca a don Alonso vanno riferite all’idioma catalano, divenuta lingua ufficiale del Regno dopo la cacciata degli Angioini e l’ingresso a Napoli di Alfonso il Magnanimo). Vi è anche chi non esclude l’identificazione di donno Alonso con il re Alfonso il Magnanimo, incline alla confidenza con gli umili, o a mescolarsi volentieri con il popolo minuto, finanche in incognito, per ricavarne informazioni e sensazioni sul comune sentire.

La seconda scrittura è un encomio dell’eccellenza della città di Napoli, messa a confronto con un ventaglio di concorrenti (Roma, Venezia, Milano, ma anche Il Cairo). Il panegirico campanilista di Loise De Rosa pone la città partenopea al di sopra di tutte le illustri rivali prese in esame.

L’opera si chiude con la terza scrittura, una cronaca civica che tratta degli anni che vanno dall’imperatore Corrado IV fino ai suoi giorni.

Quest’ultima parte dell’opera fu iniziata nel 1471, quando Loise era da alcuni anni al servizio di Ippolita Maria Sforza, andata in sposa, anni prima, ad Alfonso II: è la «Madamma la duchessa de Calabria» alla quale il discorso di De Rosa si rivolge direttamente.

La stesura dei Ricordi sembrerebbe formalmente iniziata nel 1452, data a cui rimanda l’avvio della prima scrittura. Va però notato che il procedere dell’opera rivela una stesura cronologicamente non lineare, compiuta a più riprese: subito dopo l’inizio, infatti, De Rosa elenca le sei regine presso cui aveva prestato servizio, tra cui Isabella di Clermont, prima moglie di Re Ferrante d’Aragona morta il 30 marzo 1465, il che rimanda subito a un’epoca ben posteriore al 1452. Qui come altrove si evidenzia la ripresa di annotazioni anteriori, provenienti da un precedente brogliaccio o una sorta di diario, inizialmente indirizzato a Re Alfonso, i cui contenuti furono successivamente integrati nel corpus principale della cronaca, in gran parte scritto probabilmente tra il 1467 (quando era a servizio di Ippolita Maria Sforza, andata in sposa due anni prima ad Alfonso II) e il 1475 (quando nella terza scrittura si dichiara novantenne).

Nell’incerto incedere autobiografico dell’opera, De Rosa riversa una serie disorganica di ricordi, testimonianze, aneddoti dell’epoca angioina e aragonese.

De Rosa non solo non persegue alcun fine artistico, ma, nella ristrettezza dei suoi orizzonti, «non sospetta neppure che vi sia un’arte dello scrivere, diversa da quella del calamaio e della penna mercé cui immediatamente si versa sulla carta l’onda della conversazione»: l’immediatezza della prosa, un’oralità trasfusa in parola scritta, senza alcuna mediazione dotta, ma anche priva, per sua natura di qualsiasi artificio letterario, appare a Benedetto Croce simile all’operazione di registrazione di una traccia sonora, «perché la penna è per lui nient’altro che un fonografo» glass water bottle with lid.

Nel consegnare questo materiale alla scrittura, De Rosa attinge prevalentemente dalla dimensione dell’oralità, congeniale alla sua formazione di uomo semicolto: l’autore si affida alla diretta esperienza, al sentito dire, alla propria memoria, si avvale dei contenuti mediati dalla memoria collettiva del suo ambiente, ma poco o nulla si serve di fonti scritte.

Questo si traduce nei nessi problematici che reggono la concatenazione esperienza-memoria-scrittura, la cui complessità si risolve in una serie di storture e imprecisioni, se non di vere e proprie invenzioni favolose, che incidono sull’attendibilità dei fatti narrati.

La prospettiva individuale dell’esperienza, diventa il punto di vista unico dal quale proporre gli eventi storici, facendo venir meno ogni distacco dai fatti: nella scrittura dei Ricordi irrompe sempre, pervasiva e invadente, la tronfia individualità del narratore, querula e petulante. A questa prospettiva così personale, sempre viene piegata la cronaca, anche quando si racconta di fatti drammatici e convulsi, come, nel 1423, la giornata dell’arresto di Giovanni «Sergianni» Caracciolo da parte di Alfonso il Magnanimo, e l’assedio di Giovanna II d’Angiò a Castel Capuano, a cui Loise De Rosa accorda lo stesso trattamento di una giornata qualunque.

Nonostante i limiti culturali e psicologici, lo scritto di Loise, secondo un’annotazione di Giorgio Petrocchi, è in grado di far metterci al cospetto del «senso della città e del suo tempo, […] viventi e pulsanti anche nella illetterata prosa di un popolano presuntuoso e mitomane».

Proprio nella sua caratteristica prosa, pressoché priva di qualsiasi elaborazione letteraria, risiede un altro dei pregi dell’opera: la scrittura di De Rosa, discostandosi appena da quello che doveva essere il registro parlato della Napoli del Quattrocento, è un documento linguistico di rilevante importanza per la storia e lo studio della lingua napoletana.

Vétheuil

Vétheuil ist eine kleine Gemeinde im Département Val-d’Oise in der Île-de-France mit 849 Einwohnern (Stand 1. Januar 2014), die Vétheuillais/es genannt werden. Sie gehört zum Kanton Vauréal und liegt etwa 60 Kilometer nordwestlich von Paris in einem Bogen der Seine.

Bekannt wurde der Ort durch den Maler Claude Monet, der hier mehr als 150 Werke schuf.

Der Ort liegt im Tal der Seine und ist von kalkigen Felsen und den mit Bäumen bewachsenen Hängen des Waldes von Le Chesney umgeben. Die Gemeinde liegt im Regionalen Naturpark Vexin français.

Der Ursprung des Namens Vétheuil, früher auch Vétheuille und Véteuil, ist nicht eindeutig geklärt.

Die Normannen besetzten Vétheuil im 9. Jahrhundert, um den weiteren Verlauf ihres Plünderzuges vorzubereiten, der sie auf der Seine bis nach Paris führte. Nach dem Vertrag von Saint-Clair-sur-Epte (911) wurde Vétheuil im Jahr 912 Grundherrschaft von La Roche-Guyon. Eine Burg mit drei Wehrtürmen wird im Jahr 1067 erwähnt . Der im Jahr 1198 von Johannes von Matha (1154−1213) und Felix von Valois (1127−1212) in Cerfroid (heute Brumetz, Picardie) gestiftete Trinitarier-Orden gründete im Jahr 1214 ein Hospital in Vétheuil. Ab dem Jahr 1228 existierte auch ein Leprosenheim cheap footy shirts. Die Burg und das Dorf fielen zu Beginn des Hundertjährigen Krieges in die Hände der Engländer und blieben, nach der erfolgreichen Belagerung der von Karl II. von Navarra verteidigten Burganlage durch Bertrand du Guesclin im April 1364, Besitz der französischen Krone, bevor sie im Jahr 1422 vorübergehend – für etwa zwanzig Jahre – abermals unter englische Vorherrschaft kamen.

Im Jahr 1635 forderte die Pest zahlreiche Opfer.

Die zu einem Schloss umgebaute Burg, deren Türme inzwischen geschleift worden waren, bewohnte im 18. Jahrhundert die Familie Morin de la Sablonnière. Sie ging durch die Hände verschiedener Besitzer, bevor sie im Jahr 1898 von der Familie Margueritte erworben wurde (siehe Persönlichkeiten).

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Bøhmen

Bøhmen (tysk: Böhmen, tjekkisk: Čechy, latin: Bohemia) er en historisk region i Centraleuropa, der oprindeligt var et eget kongerige underlagt det tysk-romerske rige. Da det kom under habsburgerne, blev det en del af deres rige, som for nemheds skyld kaldtes Østrig. I dag udgør det sammen med det noget mindre Mähren (Moravia, Morava) staten Tjekkiet (Česká republika (Česko)). Hovedstaden er Prag (Praha). Bøhmen grænser i nord til Schlesien

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, der i dag er en del af Polen, i øst mod Mähren, i syd mod Østrig og i vest og nordvest mod Tyskland.

Romerske forfattere er de første, der nævner området som hjemland for boierne, en keltisk stamme, der gennem det latinske Boiohaemum (“boierne”) har givet regionen dens navn. I det første århundrede før Kristus var området beboet af germanske stammer, der senere emigrerede vestover og i det 6. århundrede e.Kr. blev erstattet af de slaviske forløbere for nutidens tjekkere.

Efter at have befriet sig selv fra avarerne i det 7. århundrede, kom Bøhmen under Premyslide-dynastiets herredømme, der varede indtil 1306, da Wenzel III. blev myrdet i Olomouc. Med omvendelsen til kristendommen i det 9. århundrede blev nære forbindelser knyttet til det østfrankiske kongedømme, da tilhørende det karolingiske kejserdømme, senere kendt som det tysk-romerske rige, som Bøhmen blev en del af fra det 10. århundrede.

Titlen konge af Bøhmen blev allerede tildelt de premyslidiske hertuger Vratislav II (1085) og Vladislav II (1158) og blev arvelig i 1198 under Premysl Ottokar I phone case that can go underwater, hvis sønnesøn Premysl Ottokar 2. grundlagde et kortvarigt imperium, der også omfattede nutidens Østrig. I midten af det 13. århundrede begyndte en stærk tysk immigration til områderne, der delvis erstattede tabene som følge af den mongolske invasion i 1241. I 1347 blev Karl IV Bøhmens konge sleeveless football jerseys; han grundlagde 1348 i Prag det første universitet i Centraleuropa. Bøhmen blev frem til det tyvende århundrede stærkt præget af tysk kultur, og det officielle sprog var tysk fra begyndelsen af 1600-tallet. De tyskkulturelle indbyggere udgjorde eliten af borgere, adel og godsejere, mens almindelige bønder var slavisktalende tjekkere.

Bøhmen forblev et eget kongedømme underlagt den tysk-romerske kejser frem til 1627 og blev derefter en østrigsk provins. Efter første verdenskrig blev det en del af det nyoprettede Tjekkoslovakiet. Den sidste konge af Bøhmen var Karl III (Habsburger). Bøhmen udgjorde sammen med Mähren det tyske rigsprotektorat Bøhmen-Mähren 1939-1945 og blev derefter igen en del af Tjekkoslovakiet. Efter Tjekkoslovakiets opløsning blev Bøhmen i 1993 en del af den nye stat Tjekkiet.

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Relations entre l’Arménie et la Géorgie

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Les relations entre l’Arménie et la Géorgie désignent les relations s’exerçant entre l’Arménie et la Géorgie. Les deux pays sont d’anciennes républiques socialistes soviétiques de l’URSS. Les relations bilatérales sont globalement positives, malgré des différends dans le passé (cf. guerre arméno-géorgienne de 1918). La Géorgie est un membre du GUAM et entretient donc une coopération avec l’Arménie dans le domaine des transports et de l’énergie.

Les relations avec la Géorgie sont d’une importance particulière pour l’Arménie du fait que dans le cadre du blocus économique imposé par la Turquie et l’Azerbaïdjan en raison du conflit du Haut-Karabakh tenderizer for beef, la Géorgie offre à l’Arménie sa liaison terrestre et l’accès à ses ports de la mer Noire. Toutefois, en raison de la deuxième guerre d’Ossétie du Sud entre la Géorgie et la Russie, le principal partenaire économique et stratégique de l’Arménie, des problèmes de transit de marchandises ont lieu à cause de la fermeture partielle des frontières russo-géorgiennes electric shaver trimmer. Le président arménien Serge Sargsian a déclaré que l’Arménie ne reconnaît pas officiellement l’Abkhazie et de l’Ossétie du Sud comme des États indépendants tant qu’il n’a pas reconnu la République du Haut-Karabakh.

Provinciale weg 511

De provinciale weg 511 is een provinciale weg in Noord-Holland die loopt van de aansluiting met de N510 naar Egmond a/d Hoef toothpaste dispenser australia.

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